Visualizzazione post con etichetta istruzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta istruzione. Mostra tutti i post

mercoledì 29 ottobre 2008

Referendum contro la riforma Gelmini e 10 proposte per l'università

Lettera di W.Veltroni su Facebook:
Cari amici oggi il decreto Gelmini è diventato legge, il PD assieme al mono della scuola,dell'università alle famiglie e alle altre forze politiche di opposizione raccoglierà le firme per il referendum abrogativo di una riforma fatta solo di tagli. L'università è sempre più penalizzata dal Governo, per questo abbiamo presentato 10 proposte per cambiare le nostre università; le trovate sul sito del PD a questo link:
Ma un contro proposta no. A mio parere una opposizione seria dovrebbe proporre qualcosa prima di dire di no!
Così non va

lunedì 20 ottobre 2008

Petizione per salvare la scuola

Ciao a tutti,
gira ormai da parecchi giorni una bozza di petizione popolare contro la riforma della scuola che il Governo sta attuando utilizzando principalmente la forma del decreto legge.
Martedì il Senato dovrà votare sulla conversione del DL 137/2008 su cui ha posto la fiducia. Negli ultimi giorni sono state inviate numerose mail di protesta al Quirinale che ha risposto di non avere il potere di bloccare l'attuazione della legge, essendo tale potere del solo Parlamento. La Camera dei Deputati ha già approvato la conversione in legge e martedì 21 voterà il Senato.
Vi propongo quindi di inviare le nostre osservazioni su tale riforma direttamente ai senatori che dovranno votare la conversione del decreto e vi indico in calce i vari indirizzi mail.
Naturalmente si tratta di una mera bozza che potrete cestinare o modificare come meglio credete.
presidenti dei gruppi parlamentari:
commissione permanente istruzione pubblica e beni culturali
diana.defeo@senato.it
Petizione:
Io sottoscritta/o ...... nata/o a .......... il ......... e residente a ...................in Via/Piazza................... , c.a.p.......... , e-mail ...................codice fiscale................ , documento di identità n....................
VISTO
• Il DL 137/2008, inerente “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università” che recita: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali, (…) adeguare la normativa regolamentare all’introduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria (…)”
• Il disegno di legge 953 presentato il 12 maggio 2008 inerente “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”
CONSIDERATO
• Che il DL 137 ha introdotto disposizioni urgenti in materia di istruzione e università senza avere alcun progetto educativo pedagogico sottostante.
• Che il DL 137 avendo la forma del decreto legge, su cui è stata apposta la fiducia, ha eluso il dibattito parlamentare ed un qualsivoglia confronto con la scuola reale e con chi la rappresenta.
• Che il DL 137 introducendo l’insegnante unico nella scuola primaria (art. 4) con la riduzione dell’orario scolastico a 24 ore settimanali ha vanificato di fatto, aldilà di ogni dichiarazione verbale, il tempo pieno e rende impossibile l’espletamento dell’attuale programma didattico che, anche in caso di orario modulare, prevede un minimo di 30 ore settimanali.
• Che la riduzione dell’orario scolastico a 24 ore settimanali e l’introduzione del maestro unico rendono inoltre impossibile la suddivisione delle materie disciplinari tra i diversi docenti, con conseguente evidente impoverimento dell’offerta formativa, rendono impossibile la didattica del recupero e trasformano, di fatto, la scuola in una alfabetizzazione strumentale di base (leggere, scrivere, far di conto).
• Che le indagini nazionali (INVALSI) e internazionali (IEA-PIRLS) testimoniano della qualità ed eccellenza della scuola primaria italiana che si posiziona, sino ad oggi, ai primi posti delle graduatorie internazionali mentre il modello proposto nel decreto legge rinuncia alla sfida della modernità (dove sono andate a finire le “tre i”?) ripiegando su una visione superata dell’istruzione.
• Che il Disegno di Legge 943/2008 mira a trasformare le scuole da Istituzioni Scolastiche a Fondazioni (art. 2), con Consigli di Amministrazione che “nei limiti delle disponibilità di bilancio(..)hanno compiti di indirizzo generale dell’attività di istruzione scolastica” (art.5).
• Che il Disegno di Legge 943/2008 trasforma l’offerta formativa da nazionale a regionale “ogni singola regione e provincia autonoma attribuisce le risorse finanziarie pubbliche disponibili alle istituzioni scolastiche accreditate” (art. 11) ponendo fine alla scuola che opera secondo indirizzi unitari su tutto il territorio nazionale formando la cittadinanza italiana;
• Che lo Stato ha il dovere costituzionale di garantire a tutti parità di accesso alla scuola.
• Che l’educazione resta un diritto universale e lo Stato deve garantire diritti per loro stessa natura uguali per tutti.
• Che è improprio che uno Stato affermi che le famiglie debbano poter scegliere la scuola migliore e scartare quella peggiore asserendo che la concorrenza possa risolvere le carenze della scuola poiché è lo Stato stesso che deve garantire una scuola buona per tutti selezionando il personale adeguato e fornendo strutture adeguate a tutte le scuole del territorio nazionale.
• Che la ricchezza di una nazione dipende fondamentalmente dai suoi fattori produttivi tra i quali il Capitale Umano (ovvero, la dotazione culturale, sociale ed intellettuale degli individui ) ne costituisce il fondamento e che una nazione che non solo non promuove il capitale umano ma lo destituisce, è una nazione che sta ipotecando il suo futuro.
• Che è del tutto discriminatorio ed incostituzionale, oltre che miope, prevedere delle classi separate per i bambini extracomunitari, classi che se attuate avranno l’unico inevitabile effetto di rendere ancora più lenta e difficile l’integrazione degli stranieri in Italia.
CHIEDO
che non sia convertito in legge il DL 137/2008 che reintroduce l’insegnante unico nella scuola primaria e dunque rimanga in vita la suddivisione delle materie disciplinari tra i diversi docenti, l’orario di 30 ore settimanali per il tempo modulare ed il tempo pieno di 40 ore settimanali stabilito secondo gli indirizzi della legge 820 del 1971 in base alla quale il tempo pieno è un modello educativo unitario e coerente e non un dopo scuola e che, in sede di discussione del Disegno di Legge 943/2008, si apra un vero dibattito parlamentare con tutte le parti interessate affinché la scuola rimanga pubblica ed i programmi scolastici siano unitari su tutto il territorio nazionale perché il diritto allo studio non sia posto alla pari di una qualunque voce di bilancio ma sia ad esso data la priorità che gli appartiene quale pietra fondante per lo sviluppo, la crescita ed il benessere del nostro paese e dei suoi cittadini.
Firma
Cittadino Italiano

venerdì 26 settembre 2008

Scuola: piano Gelmini

da Il Sole 24 ore.com un articolo di Luigi Illiano
Sedici pagine per ridisegnare la scuola italiana dei prossimi anni. Voce per voce, tutti i tagli che porteranno a 87.400 cattedre in meno e alla riduzione di 44.500 posti di personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario) in tre anni.
È lo schema del piano programmatico sulla scuola inviato ieri dal ministero dell'Istruzione ai sindacati. L'ufficialità della mossa fa uscire il documento dalla nebbia delle indiscrezioni e lo fa approdare al tavolo di confronto.
Il testo, concordato con l'Economia, descrive le misure concrete e i tagli corrispondenti sui quali Viale Trastevere punta per dare applicazione alla manovra.
I tempi sono strettissimi, non a caso un paragrafo è dedicato all'accelerazione delle procedure. Per l'entrata in vigore delle misure dal 2009/10 è prevista l'emanazione di regolamenti dedicati agli ambiti specifici. Comprese le revisioni dei programmi del primo e secondo ciclo. Il tutto «entro il mese di dicembre» 2008.
Il piano conferma la revisione dei programmi e la stretta sulle ore settimanali nei diversi ordini di scuola. Tra le prime leve di intervento ci sarà l'aumento del rapporto alunni/classe: sarà elevato dello 0,20 nel 2009/10 e di 0,10 nei due anni scolastici successivi.
Le riduzioni incideranno esclusivamente sul personale a tempo determinato, cioè i supplenti, oltre 100mila docenti precari ai quali il documento non fa alcun riferimento. Nelle sezioni dell'infanzia viene rimesso in pista l'anticipo delle iscrizioni, secondo il modello Moratti. Così come resteranno attivate le sezioni primavera, rivolte ai bambini tra i 2 e i 3 anni.
Confermato il ritorno del maestro unico (formula che, secondo il testo «va privilegiata») e il tempo pieno alle elementari. Le classi saranno affidate a un unico insegnante per 24 ore settimanali.
Ritorna la legge Moratti, saranno possibili due opzioni: 27 ore e 30 ore, con il maestro prevalente. Inoltre, l'orario potrà arrivare a 40 ore, sommando il tempo mensa. Va detto che il tempo pieno, di fatto, riguarda poche Regioni italiane, soprattutto del Nord, mentre al Sud è quasi sconosciuto. L'orario delle lezioni nella scuola media passa dalle attuali 32 a 29 ore settimanali.
Entro dicembre 2008 saranno determinate le classi di concorso, per superare l'attuale frammentazione degli insegnamenti. Il monte ore nei licei classici, linguistici, scientifici e delle scienze umane avrà un tetto di 30 ore settimanali. Per i licei artistici e quelli musicali e coreutici sarà, invece, di 32 ore.
Ridimensionamento in arrivo per gli indirizzi di studio degli istituti tecnici e dei professionali (oggi sono oltre 900) e il monte ore non potrà superare quota 32, con quelle dedicate ai laboratori.
Per far scattare il requisito dell'autonomia ogni scuola dovrebbe avere tra i 500 e i 900 alunni. Esistono alcune possibilità di deroga (aree montane e piccole isole). Ma, da quasi un decennio la rete scolastica è rimasta pressoché immutata. «Attualmente circa 700 scuole hanno una popolazione inferiore ai minimi previsti dalla fascia in deroga (meno di 300 alunni) – è scritto nel piano – e, nella stessa fascia vi sono oltre 850 istituti che non hanno titolo a farne parte. A queste se ne aggiungono altre 1.050 comprese nella fascia minima». Significa che almeno il 15% delle scuole non è legittimato a funzionare come istituzione autonoma, ossia con propri dirigenti.

mercoledì 3 settembre 2008

Riforma scuola


Prendo spunto dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137 , contenente disposizioni urgenti in materia di istruzione e università per una riflessione.

Mi chiedo se questi provvedimenti deliberati ad ogni inizio d'anno scolastico permettano ai nostri ragazzi di avere un'istruzione migliore.

Infatti, considerato che il nostro sistema scolastico (dall'elementari all'università) è uno dei peggiori tra i paesi OCSE (certificato da indagini di istituzioni internazionali) non urge una vera riforma bipartisan che prenda come punto di riferimento i modelli degli altri paesi?

Mi piacerebbe che il ministro dell'Istruzione avesse un obiettivo semplice: salire di X posizioni nei prossimi 5 anni nella classifica stilata dall'OCSE/PISA (Program for International Student Assessment) e in base a questo target varasse una vera riforma completa.

Al termine dei 5 anni dall'entrata a regime della riforma si valutano i risultati. Non sarebbe questa una nuova politica efficiente?

--


articoli interessanti


Paura della Matematica di Daniele Checchi e Silvia Redaelli

sabato 30 agosto 2008

Il maestro unico



Considerato che ho due bambini che l'anno prossimo andranno alle scuole elementari sono molto sensibile alle innovazione introdotte dal governo.

Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, al termine dell'ultimo Consiglio dei ministri, ha annunciato l'approvazione dei provvedimenti che reintroducono lo studio dell'educazione civica, l'educazione stradale, il voto in condotta e i voti accompagnati da un giudizio «esplicativo dei risultati ottenuti».La Gelmini, infine, ha anche anticipato che presto saranno portati in Consiglio dei ministri dei provvedimenti per istituire il maestro unico alle elementari, sul quale oggi il governo ha già dato «parere favorevole».

Premettendo che non sono innovazioni ma è un ritorno al passato, ma cosa si nasconde dietro all'istituzione del maestro unico?

Gli insegnanti elementari per contratto svolgono 22 ore frontali in classe alla settimana, quindi ipotizzando 5 giorni alla settimana , potranno fare lezione per 4 ore e 24 minuti al giorno (8.30-12.54) e i tempi pieni? E cosa ne sarà di centinaia e migliaia di insegnanti che non avranno lavoro? Forse si immagina una soluzione tipo Alitalia: trasferimento alle Poste o all'Agenzia del Catasto?

Temo che con la reintroduzione del maestro unico si voglia subdolamente eliminare il tempo pieno dalle scuole pubbliche (ci aveva provato maldestramente Letizia Moratti) per invitare gentilmente i genitori che lavorano a preferire la scuola privata.

Non è forse quello che ha dichiarato il ministro Brunetta in una delle prime conferenze stampe? Per migliorare l'efficienza della Pubblica Amministrazione è possibile privatizzare ampi settori ora di competenza dello Stato.......

Come non seguire l'esempio della sanità? Ah ora che ci penso ma Del Turco che fine ha fatto?