lunedì 8 settembre 2008

Accordo Italia Libia

Un altro articolo (tradotto da italiadallestero.info) della stampa estera che non è tenero con il nostro governo.
Questa volta è la vicina Svizzera che commenta l'accordo tra l'Italia e la Libia.

Il personaggio è quello che è: inaffidabile. E non siamo noi a dirlo, lo sanno tutti, governanti di oggi e governanti di ieri.
Il tentativo di chiudere il contenzioso tra la Libia, che rivendicava le scuse e i pagamenti dei danni del colonialismo, e l’Italia, che invece da quest’orecchio non ci sentiva, risalgono ufficialmente agli inizi degli anni Novanta, quando Andreotti istruì la pratica ma poi la lasciò nelle nebbie del disinteresse.
A dire la verità, anche in anni più addietro Gheddafi aveva posto insistentemente il problema, ma non aveva nessun’arma di ricatto, per cui a lui che rivendicava i danni di guerra e di colonialismo gli italiani giustamente rispondevano che era una cosa fuori da ogni logica.
Infatti, ogni nazione, per motivi storici e di guerre accadute nel passato, potrebbe rivendicare danni nei confronti delle altre. Non se ne uscirebbe più.
Dunque, dopo il tentativo fallito con Andreotti, ce ne furono tanti altri, tutti miseramente falliti. Non tanto perché gli italiani non volevano compiere un gesto di buona volontà, quanto e soprattutto perché Gheddafi, appena fatto un accordo giocava al rialzo e pretendeva sempre qualcosa in più.
Già negli anni 2001-2002 ci fu un accordo con Berlusconi, ma quest’accordo, che prevedeva il pattugliamento comune delle coste libiche per evitare imbarchi di clandestini verso l’Italia, dopo una prima fase, venne lasciato cadere da Gheddafi, che pose come condizione all’Italia di costruire un’autostrada che attraversasse la Libia dalla Tunisia all’Egitto. Ci furono altri incontri, ma sempre con impegni che poi non confluirono in un accordo sottoscritto tra le parti.
Ci provò anche D’Alema nel 2007: la disponibilità c’era, ma i costi dell’autostrada e gli altri ”prezzi coloniali” erano troppo gravosi.
Poi ci furono le nuove elezioni e siamo arrivati ad adesso, quando Berlusconi si è trovato a dover prendere una decisione, anche perché fattori di politica interna e internazionale la imponevano senza ulteriori rinvii.
E’ così che è nato l’accordo tra l’Italia e la Libia, preparato negli obiettivi generali e nei dettagli già dallo scorso mese di giugno. Esso prevede la costruzione della famosa autostrada (costo circa 3 miliardi e mezzo di dollari) e aiuti per un altro miliardo e mezzo.
Tutti questi aiuti vanno spalmati nell’arco di vent’anni, salvo la fornitura di mezzi e tecnologie che dovranno servire agli altri scopi per cui è stato firmato l’accordo miliardario, come annunciò il figlio stesso di Gheddafi.
“Un accordo di amicizia e cooperazione tra i due Paesi”, ha confermato il presidente del consiglio che permetterà di “voltare pagina rispetto al passato coloniale” italiano in Tripolitania e Cirenaica con una serie di compensazioni di diversi miliardi dollari.
La contropartita per l’Italia, a ben guardare, c’è e vale il prezzo e le scuse ufficiali che Berlusconi ha presentato alla Libia per i quarant’anni di colonialismo.
Innanzitutto, prevede il pattugliamento comune del mare libico per contrastare il traffico dei clandestini. Non sappiamo se da subito, anche perché l’estate sta per finire e con essa la calma del mare, ma certamente dall’anno prossimo gli sbarchi di disperati provenienti dall’Africa centrale dovrebbero subire un forte freno. Saranno la primavera e l’estate del 2009 il banco di prova della funzionalità dell’accordo.
Il secondo punto è la cooperazione economica privilegiata tra l’Italia e la Libia, con la fornitura da parte di quest’ultima di gas e petrolio. Questo è un buon risultato che vuol dire che le fonti di approvvigionamento energetico sono provenienti da più parti, senza il rischio che l’eventuale chiusura dei rubinetti russi possa mettere in crisi l’economia italiana.
Il terzo punto dell’accordo consiste nell’apertura delle porte della Libia alle imprese italiane. Anche questo va nella direzione dello sviluppo economico sia libico che italiano.
L’accordo è stato definito storico da più parti, in modo particolare anche da esponenti dell’opposizione e da tanti che sono nati in Libia e che poi da lì dovettero fuggire dopo la guerra. Ecco, costoro che persero tutto sono gli unici, per ora inascoltati sia dalla Libia che dall’Italia, che pongono il problema dell’indennizzo per i beni perduti con la cacciata dalla “loro” Libia.
Va da sé che la storicità e la validità dell’accordo andranno commisurate ai risultati che si raggiungeranno e, soprattutto, alla sua tenuta dell’accordo stesso, cosa di cui noi dubitiamo molto.
Non è che dopo l’autostrada Gheddafi (o chi per lui) pretenderà anche ferrovie ed aeroporti?

venerdì 5 settembre 2008

Il potere

Se la folla governata può credersi uguale al piccolo numero che governa, non c'è più governo. Il potere deve essere fuori dalla portata di comprensione della folle dei governanti. L'autorità deve essere tenuta costantemente al di sopra del giudizio critico mediante gli strumenti psicologici della religione , della tradizione , del pregiudizio....
J. De Maistre, oeuvres complètes, Lyon 1891-92

La solita carica

Dichiarazioni del Capo della Polizia "Abbiamo modo di ritenere che dietro la conduzione degli incidenti provocati dai tifosi napoletani ci sia l'influenza della criminalità organizzata".
Ma è possibile? Mi sembra tanto una giustificazione buttata lì!
In rete è possibile vedere cosa è successo alla Stazione Termini di Roma e non mi sembra, a mio avviso, che i tifosi del Napoli abbiano commesso chissà che cosa per subire quella furiosa carica.
Penso che utlimamente sia molto facile che i responsabili dell'ordine pubblico si lascino andare a facili rappresaglie. Cosa c'è di più facile di picchiare 3.000 scalmanati tifosi??

Guardate la parte finale del video

giovedì 4 settembre 2008

Consigli pratici per i bambini


Inizia un nuovo anno scolastico: come aiutare il bambino a frequentare serenamente la scuola e a favorire l’interesse per l’apprendimento?
Come curare l’alimentazione e compensare la sedentarietà della vita scolastica?
Suggerimenti e consigli dei Medici dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù:

Inserimento nella scuola materna e nella scuola elementare

mercoledì 3 settembre 2008

Riforma scuola


Prendo spunto dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137 , contenente disposizioni urgenti in materia di istruzione e università per una riflessione.

Mi chiedo se questi provvedimenti deliberati ad ogni inizio d'anno scolastico permettano ai nostri ragazzi di avere un'istruzione migliore.

Infatti, considerato che il nostro sistema scolastico (dall'elementari all'università) è uno dei peggiori tra i paesi OCSE (certificato da indagini di istituzioni internazionali) non urge una vera riforma bipartisan che prenda come punto di riferimento i modelli degli altri paesi?

Mi piacerebbe che il ministro dell'Istruzione avesse un obiettivo semplice: salire di X posizioni nei prossimi 5 anni nella classifica stilata dall'OCSE/PISA (Program for International Student Assessment) e in base a questo target varasse una vera riforma completa.

Al termine dei 5 anni dall'entrata a regime della riforma si valutano i risultati. Non sarebbe questa una nuova politica efficiente?

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articoli interessanti


Paura della Matematica di Daniele Checchi e Silvia Redaelli

martedì 2 settembre 2008

I mafiosi italiani bloccano i tentativi di ripulire mucchi di rifiuti tossici

Sul sito italiadallestero.info è stato tradotto un interessante articolo pubblicato sul Los Angeles Times.

Il giornalista premette come i residenti della zona di Napoli hanno un tasso di cancro e di altre malattie più alto. Gli attivisti che combattono sono stati minacciati e i testimoni uccisi.

Poi racconta che quando ti scontri con l’immondizia qui nella regione Campania, ti scontri contro una mafia potente e brutale conosciuta come Camorra. La Camorra, basata a Napoli, controlla l’importo, il trasporto e l’eliminazione di milioni di tonnellate di immondizia, un giro di affari estremamente lucroso nel quale il gruppo segue le sue regole, ignora le leggi sui rifiuti tossici e contamina quella che una volta era fertile terra agricola, campagna, foreste e fiumi.
A parte la sgradevolezza di tutto questo, prove suggeriscono ora che la spazzatura sta avvelenando la catena alimentare e potrebbe causare cancro, difetti al feto e altri problemi di salute.

Per la maggior parte dell’anno scorso, la Campania è stata soffocata sotto torreggianti montagne di spazzatura suppurante e non raccolta. Le discariche, legali e illegali, erano piene fino a debordare. Fino a quando squadre di pulizia si sono finalmente mosse in luglio, mari di spazzatura bloccavano strade e portoni, e inghiottivano marciapiedi e parchi. La Camorra periodicamente pagava ragazzini zingari per dare fuoco a porzioni dei rifiuti, creando scene dantesche di una terra a fuoco, villaggi e paesi pieni di fuoco tossico.
Il racket funziona così. Centinaia di fabbriche, complessi industriali e aziende di ogni tipo nel ricco nord Italia e in altre parti d’Europa contattano il mediatore per avere i loro rifiuti rimossi. Per ridurre i costi, questi mediatori si rivolgono a circa 20 ditte di smaltimento in Campania, quasi tutte, dicono i Pubblici Ministeri, controllate dalla Camorra.
La Camorra ha entusiasticamente reso il povero sud Italia la discarica del mondo, o almeno parte del mondo. Camion trasportano i rifiuti al sud di giorno e di notte, per tutto l’anno, e lo depositano principalmente in discariche illegali e senza regole.
I camorristi hanno gradualmente cacciato via gli agricoltori e hanno ottenuto il controllo di sempre più terra, dove scaricano la roba. Ma la Campania si sta riempiendo.
Enormi containers, che arrivano dalla Cina pieni di giocattoli scadenti e abbigliamento firmato falso, scaricano e poi si riempiono di spazzatura, dicono i Pubblici Ministeri. In un intervento della polizia di due anni fa, gli agenti della dogana hanno confiscato 9 mila tonnellate di rifiuti che erano stati messi di contrabbando su navi da carico, la metà destinate alla Cina.
Gli ambientalisti sono particolarmente preoccupati degli effetti sulla produzione del cibo e sulla salute.
Sostanze tossiche sono filtrate dai rifiuti nelle falde acquifere, inquinando i ruscelli da cui le mucche e le pecore bevono e l’erba di cui si nutrono. Ancora più veleno viene vomitato nell’aria quando si brucia spazzatura.
La Campania ospita i greggi di bufale il cui latte è utilizzato per produrre la miglior mozzarella. Livelli inaccettabili di diossina, agente cancerogeno, sono stati trovati quest’anno in qualche mozzarella, minacciando l’esportazione di uno dei migliori prodotti italiani, un giro d’affari da 350 milioni di euro.
Il disgusto pubblico è finalmente diventando tanto grande quanto la spazzatura e i cittadini hanno deciso di sconfiggere la Camorra e di tentare di reclamare la terra e di ristabilire una normale vita familiare.
Hanno installato recinti per reclamare la proprietà della campagna e bloccare i rilevamenti della Camorra. Gli agricoltori hanno organizzato mercati per vendere i loro prodotti e migliaia di residenti hanno considerato importante frequentarli. Le scuole hanno organizzato recite anti-mafia in classe.
“Vedere questo tipo di vita e di unità ha dato fastidio alla Camorra,” ha ricordato con soddisfazione Del Giudice, 40 anni, un ambientalista facilmente eccitabile con occhiali e una zazzera di capelli che si stanno ingrigendo.
Nonostante l'impegno di Del Giudice e di altri come lui si credeva di migliorare le cose ma la Camorra hanno iniziato ad eliminare sistematicamente diverse persone che stavano cooperando con i magistrati in indagini contro la Camorra.
L’intimidazione degli agricoltori e degli altri che stavano lavorando con Del Giudice è stata più subdola. Gli agricoltori arrivavano nei loro campi e trovavano alberi abbattuti nel corso della notte, o macchinari distrutti. Uomini armati sparavano contro fienili e serre.
Diversi agricoltori e residenti apparsi nel documentario con Del Giudice sono scappati dalla regione, abbandonando le loro proprietà; altri hanno visto i loro affari ridursi a zero.
La Camorra ha sofferto una grande sconfitta a causa della Corte di appello di Napoli che ha confermato sentenze a vita per quattro dei maggiori boss di uno dei gruppi più potenti della Camorra, concludendo una indagine di dieci anni chiamata Operazione Spartacus.
Ma pochi qui pensano che farà molto per rallentare le attività della Camorra. Ci sono già altri mafiosi pronti a prendere il posto di quelli che vanno in prigione.
“La Camorra mi ride dietro adesso,” ha detto Del Giudice. “Hanno vinto.”

lunedì 1 settembre 2008

dell'araba fenice.........

articolo di Andrea Boitani e Carlo Scarpa pubblicato su Lavoce.info

I contorni del nuovo piano Alitalia non sono ancora del tutto chiari, ma i profili di fondo suscitano più di un interrogativo. I partecipanti alla cordata chiedono al governo una sorta di deroga antitrust per riprendere il controllo del mercato italiano. Ma dov'è il rilevante interesse generale dell'economia nazionale che dovrebbe giustificarla? Molto più evidente è l'interesse privato dei nuovi acquirenti. E cosa sarà dei debiti della compagnia accollati alla bad company? Si prospetta l'ennesima socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti.