venerdì 31 ottobre 2008

brunetta e l'ometto

Ricevo e pubblico

caro Brunetta sono un dipendente pubblico,
voglio ringraziare i tuoi colleghi politici che ci hanno insegnato a fare i fannulloni in cambio di voti per mandarli a fare niente se non i fatti loro.
Tu che provieni dall'area socialista dovresti saperlo questo. Negli anni 80 con una tessera del PSI in tasca potevi scegliere il posto alla ASL , al Ministero, al Comune, in Provincia.
Anche un'altro "ometto" sa molto bene come era facile fare l'imprenditore in epoca craxiana.
Ora fate invece i moralisti, tu mi parli di fannulloni quando prendi uno stipendio da docente universitario ma il docente non lo fai, l'ometto vuole invece riformare cominciando dai magistrati perchè sono rimasti gli unici che lo possono controllare nei suoi affari.
Comunque trasportati da questa euforia del popolino ( contento di non avere puttane per strada , di mettere i grembiulini ai figli, di vedere Ronaldinho) fate bene a spadroneggiare e allora continuate a
- proteggere gli autonomi e liberi professionisti che non ti fanno una fattura neanche se ti metti in ginocchio
-a dire che professori e bidelli sono troppi
-a togliere l'ICI così i comuni aumentano la bolletta dell'immondizia , la retta dell'asilo nido e via discorrendo)
- a rinnovare i contratti come vi pare
- a mandare a casa i precari che magari hanno un mutuo da pagare o bambini da sfamare
- a ridurre gli stipendi quando uno ha la sfiga di ammalarsi
Non sono mai stato orgoglioso di fare il fannullone come adesso. Il lavoro più faticoso che faccio è timbrare l'entrata alla mattina e l'uscita il pomeriggio.
Finchè ci saranno i commercianti, gli autonomi e liberi professionisti che continuano a dichiarare un quarto del loro reddito e finchè ci sarete voi a far finta di non vedere sarò ogni giorno sempre più orgoglioso di servire lo Stato facendo poco che niente.
Una cosa ve la raccomando fate schiattare gli operai e tutti quelli che non arrivano a fine mese perchè sono loro che vi hanno votato in massa .

mercoledì 29 ottobre 2008

Referendum contro la riforma Gelmini e 10 proposte per l'università

Lettera di W.Veltroni su Facebook:
Cari amici oggi il decreto Gelmini è diventato legge, il PD assieme al mono della scuola,dell'università alle famiglie e alle altre forze politiche di opposizione raccoglierà le firme per il referendum abrogativo di una riforma fatta solo di tagli. L'università è sempre più penalizzata dal Governo, per questo abbiamo presentato 10 proposte per cambiare le nostre università; le trovate sul sito del PD a questo link:
Ma un contro proposta no. A mio parere una opposizione seria dovrebbe proporre qualcosa prima di dire di no!
Così non va

lunedì 27 ottobre 2008

Vergogna!!

Intervista a Francesco Cossiga. Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita.
"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".

La scuola dei tagli senza un progetto

giovedì 23 ottobre 2008

Facebook


Da pochi giorni mi sono iscritto su Facebook dopo l'insistenza di mia sorella. E' divertente anche se puoi rischiare di essere travolto da migliaia di informazioni.

Infatti oggi è stato pubblicato sul corriere.it un interessante articolo sulla Facebookmania...

..una passione in rapido aumento anche in Italia: gli ultimi dati parlano di 1 milione 369 mila utenti italiani (su 132 milioni nel mondo).

«E' una febbre che contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti» commenta Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell'Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma.
.........finiamo per ricercare quelli che sono sentiti come «rapporti veri: i compagni di scuola, gli amici di tante estati al mare, i ragazzi del cortile. Quelli a cui davamo e ricevevamo sostegno e comprensione sinceri. Oggi nel mondo reale recitiamo un po' tutti - avverte la Vinciguerra - ma in passato non era così».

«Facebook permette a tante persone di pensare di essere importanti, solo perchè hanno decine e decine di amici virtualì, ma purtroppo si tratta spesso solo di una colossale illusione», sostiene Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell'Università Gregoriana di Roma.


...............secondo gli esperti, l'identikit dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania.
1) I nostalgici: Si emozionano alla vista delle foto dei compagni di classe delle medie o del liceo. Cercano gli amici del passato per vedere come sono invecchiati, e commentano i bei tempi andati. Una nostalgia per i vecchi tempi che, di fatto, è un rimpianto per i rapporti veri e perduti, per un'infanzia e un'adolescenza ormai lontana e mitizzata.
2) I latin lover virtuali : Dichiaratamente a caccia di nuovi potenziali partner, ma anche di ex piacenti e disponibili. Spesso celano una relazione (se l'hanno) e rimpinzano il proprio profilo e gli album con foto sexy o interessanti, a volte ritoccate. In genere accumulano decine e decine di amici dell'altro sesso, con i quali fanno i misteriosi. «Ma alla fine si tratta di persone sole o profondamente infelici con il partner, che ricorrono a cumuli di banalità narcisistiche per rendersi interessanti», spiega Cantelmi.
3) I cuori infranti: Prostrati dall'ultima relazione, in corso o finita, sono a caccia degli antichi amori, mitizzano i ricordi. Hanno l'impressione di essersi persi per strada qualcosa di vero. «In questo caso l'insoddisfazione e la solitudine vanno a braccetto - spiega la Vinciguerra - e si cerca di darsi un'altra chance» grazie alla rete.
4) Gli insoddisfatti: Infelici anche se hanno una famiglia e dei figli, spesso sono donne. Non trovano spazio per il sogno, il romanticismo e quel pizzico di avventura, che finiscono per cercare su Facebook.
5) Quelli della pubblicità: Sono più o meno famosi, politici, campioni dello sport, attori. Ricorrono a Facebook in modo strumentale, per farsi mega-spot gratuiti.
6) Quelli con l'ater ego: Dai 400 burloni che si sono presentati nei panni del calciatore Francesco Totti, ai tanti Giulio Cesare o Maria Antonietta, a quelli che pubblicano foto diverse o ritoccano la descrizione vantando titoli ed esperienze di fantasia. Soli e in cerca di contatti, si mettono una maschera per ottenere attenzioni e credibilità nel mondo virtuale.

mercoledì 22 ottobre 2008

Parole sante

Massimo D'Alema critica i provvedimenti del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. definendola «una virulenta campagna contro tutto ciò che è pubblico, dalle università ai dipendenti pubblici, che è una campagna qualunquista che rischia di fare di ogni erba un fascio e di colpire servizi essenziali».

martedì 21 ottobre 2008

O mio Dio!